ROCK / STONER


Black Rainbows – (foto di Nael Manuela Simonetti)

Il suono della perseveranza

di Antonio Perruggino

RECENSIONE – Black Rainbows, Pandaemonium. Perseverare diabolucum est.
Al pari di una Commedia Classica che segue una drammaturgia ben definita, i Black Rainbows, con il loro ultimo lavoro Pandaemonium, seguendo stilemi musicali tipici della stoner music, regalano al pubblico di genere emozioni circoscritte nei canoni della tradizione stoner.

Pandaemonium, uscito sempre sotto l’ala Heavy Psych Sounds, è sicuramente un album stimolante e decisamente più arguto rispetto ai precedenti lavori della band. Il buzz continuo che caratterizza da sempre il sound dei Rainbows oggi appare meno abbandonato al flusso creativo e più calcolato. Lo spettro sonoro Stoner, dapprima lasciato libero di sfogarsi, in Pandaemonium sembra più domato. In una sorta di clima di distensione, il trio con maggiore coscienza lo lascia esplodere con psicotica ragionevolezza.

Segni di una maturata consapevolezza musicale che emergono nella band già a partire dalla pubblicazione di Hawkdope (2015) e che oggi in Pandaemonium vengono a galla in tutta la loro interezza. L’album passa, senza shock auditivi, dalle atmosfere più vivaci di Higth to Hell tipiche dello stoner ‘n’ roll che ha fatto scuola, a momenti più pesanti e doom, come in Grindestone, dove si percepiscono, a mo’ di saette, automazioni synth che ricordano gli Ufomammut. Psichedelia spaziale, fuzz e voci cariche di reverbero rimangono comunque i tratti distintivi della band.

I Black Rainbows non sono certo una band di primo pelo. Da dieci anni il trio romano ha intrapreso un percorso che li vede rotolare per l’Europa calcando palchi di numerosi festival con spirito da vero rocker. Segno evidente che la passione, unita alla costanza e alla determinazione, porta risultati.

 

Black Rainbows – Pandaemonium (Heavy Psych Sound, 2018)