ALTERNATIVE ROCK

Differènce

Differènce

 

Premi F5 per aggiornare la pagina

Ascolta il disco Effecinque
(DDPD, 2017)

EffecinqueRECENSIONE – Il concetto alla base del nuovo album dei Differènce nasce da quel breve lasso di tempo che intercorre tra l’F5 sulla tastiera alla visualizzazione della pagina aggiornata. In quegli istanti, milioni di pensieri ed idee vengono rilette, risistemate e ricontrollate per dare spazio a nuovi pensieri entrati nel processo per la prima volta ma destinati a non uscirne. Un loop infinito, sempre più lungo e complesso ad ogni restart.

Effecinque è l’aggiornamento del Dirty Pop duo romano, che dopo svariati Ep e due Lp, arriva al terzo lavoro in studio.
Sospesi tra One Dimensional Man, Linea 77, Verdena e altre cose squisitamente anni Novanta, Maurizio Lollobrigida ed Enrico Strina escono per la DDPD con un disco interamente autoprodotto, come nella loro tradizione, stavolta con brani più lunghi e complessi che giustificano in toto il nome dell’album.
Un disco pieno di verve e carattere, che contrappone alla sottile malinconia di alcuni testi il sound sporco à la Sonic Youth e Jesus Lizard. Questo per spiegare a chi è troppo pigro per ascoltare il disco, cosa si perde. Ci sono case troppo grandi, cervelli esiziali, una storia che finisce in malo modo. Ogni canzone è inscatolata come fosse il capitolo di un piccolo romanzo, una piccola storia o una piccola porzione di essa. Alcune parti rumorose che fanno da tappeto ad un parlato severo, a chiosare una traccia e a dargli corpo, un po’ come Emidio Clementi, ma senza somigliare ai Massimo Volume. Esiziale, la traccia di collegamento tra la prima parte e la seconda è esattamente questo, con la particolarità di essere una traccia di ben 6 minuti ma che non fiacca l’ascolto. Effecinque, la title track, è quell’apertura da Goo o Daydream Nation, che fin dalle prime note spiega quale sarà il tema del disco. Chitarrona fuzz, ritmo incalzante e un finale movimentato.

Un dirty pop duo. Questo è ciò che definisce alla perfezione i Differènce (mai descrizione fu più aderente alla realtà) e che ritroviamo nel pop del riff ultracitazionistico di Non aprire quella bocca, nel rumore molto radiofonico di Resina Xl, nell’attitudine noise di Come ti diverti tu. Questo disco è da ascoltare perché funziona, sia nei passaggi più movimentati che in quelli malinconici (Le stanze) che invitano a dondolare la testa come ad un concerto dei già citati Jesus Lizard.
Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire ascoltando Effecinque, eppure ai Differènce questo “niente di nuovo” riesce magnificamente. Hanno carattere da vendere. (Simone Vinci)

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