IL VIAGGIO DELL’EROINA #4

Il Cielo illuminato – (fotomontaggio di Nael Manuela Simonetti)

IL VIAGGIO DELL’EROINA – Inquadrare il rapporto tra donne e musica vuol dire imparare ad ascoltare anche i silenzi.
Il viaggio dell’Eroina vuole essere uno spazio d’incontro, dove figure femminili rivelano la loro complessa personalità attraverso la loro arte. Un mondo nascosto e prezioso che spesso ha dovuto superare prove e confronti col mondo maschile per riuscire a conquistare il proprio spazio. Il tempo da queste parti non scorre come siamo soliti pensare, tutto è sospeso, come in un sogno.

Rubrica a cura di Nael Manuela Simonetti

 

La ricerca dell’essenza perduta

Quanto più la realtà virtuale si espande tanto più ci si allontana nella vita reale.
Spesso c’è molta confusione quando si parla di emozioni e di sentimenti, figuriamoci in un’epoca in cui si dà più importanza all’apparenza piuttosto che all’essenza.
Una gara continua dove a perdere sono tutti, perché è molto difficile vivere in un mondo che non ci permette di essere noi stessi ma che ci obbliga fin da bambini ad essere chi non siamo, tarpando ogni tentativo di scoperta del nostro vero sé e incatenandoci in un circolo vizioso di falsità per sembrare e apparire anziché essere.

La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l’universo, la terra, il proprio corpo, di rifiutare l’insegnamento calato dall’alto, in una parola Eva rappresenta la curiosità della scienza contro la passiva accettazione della fede…”. (Margherita Hack)

Paure come gabbie. Desideri che rimangono fantasie. Si pensa di essere così lontani ma in verità si è così vicini. Ci sono persone così simili tra loro da fare i conti con gli stessi interrogativi, magari le loro vite si sfiorano continuamente eppure si è completamente ignari della reciproca esistenza. Come si può arrivare all’altro se non si è in grado nemmeno di arrivare a se stessi? Immersi in questo gioco di maschere si perde anche il contatto con la realtà; cosa è vero e cosa non lo è?

Due mondi che non si incontrano. Forse si guardano, parlano, nessun contatto apparente, eppure i due si toccano continuamente, lo fanno nei sogni o attraverso gli sguardi ma non vogliono ammetterlo a loro stessi perché il muro è alto ormai, fatto di paure gonfie del loro peggiore passato. Ma il bello è che il muro può essere abbattuto.

Me li immagino così, in una versione inedita e a due voci di The Sky Lit Up di PJ Harvey: è notte e i due camminano per le strade della città senza mai incontrarsi. La città è buia. Dapprima affiorano i ricordi e poi il nulla, resta la speranza di vedere stelle cadenti per esprimere il proprio desiderio. La luna è alta. “This world tonight is mine” (Stanotte questo mondo è mio), è ciò che ognuno dei due dice a se stesso, e sono radiosi come non lo sono stati mai. In un istante è come se per la prima volta ognuno riuscisse finalmente a dirsi la verità, una verità che a volte spaventa e a volte conforta ma che è l’unica capace di illuminare il cielo. (Nael Manuela Simonetti)

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