IL VIAGGIO DELL’EROINA #5

Sottopalco – (foto di Nael Manuela Simonetti)

IL VIAGGIO DELL’EROINA – Inquadrare il rapporto tra donne e musica vuol dire imparare ad ascoltare anche i silenzi.
Il viaggio dell’Eroina vuole essere uno spazio d’incontro, dove figure femminili rivelano la loro complessa personalità attraverso la loro arte. Un mondo nascosto e prezioso che spesso ha dovuto superare prove e confronti col mondo maschile per riuscire a conquistare il proprio spazio. Il tempo da queste parti non scorre come siamo soliti pensare, tutto è sospeso, come in un sogno.

Rubrica a cura di Nael Manuela Simonetti

 

Impressioni sottopalco: 3 live dal contatto umano intenso, straripante e contagioso

Settimana intensa quella passata. Ho avuto il piacere di assistere qui a Roma a tre concerti straordinari assolutamente diversi tra loro per genere e natura ma qualcosa di particolarmente speciale è accaduto durante ciascun live da renderli così simili e vicini tra loro.
Nick Cave, Lamb e Chk Chk Chk apparentemente non hanno nulla in comune, eppure dal vivo ciascuno di loro, in modo diverso, certo, è stato capace di rompere gli schemi con una tale naturalezza da rimanerne affascinata. Il muro invisibile che c’è tra l’artista e il pubblico è stato abbattuto e a volerlo sono stati proprio coloro che potremmo definire quasi inarrivabili e intoccabili. Il contatto umano è quello che accomuna questi tre live, la voglia di uno scambio ravvicinato con chi è lì per assistere al loro spettacolo unito al desiderio di calore presente in ogni sguardo e in ogni loro gesto.

Nick Cave sembra quasi rapito ed è attratto continuamente dal mare di braccia, mani e occhi fissi su di lui, al punto da muoversi per tutto il tempo esclusivamente a bordo palco, protendendo più volte il suo corpo verso il pubblico e scegliendo di tuffarsi in quel mare umano solo sulle note di The Weeping Song, una sorta di abbraccio simbolico in cui condividere, accogliere ed elaborare il dolore. Un’esperienza intensa capace di emozionare anche a distanza di tempo.

Altrettanto vivo è il ricordo di un’altra serata straordinaria dove le regole sono chiare e le conosci, sai bene che ognuno deve stare seduto al proprio posto nella sala rossa ma le cose possono prendere forme assolutamente inaspettate e le regole essere infrante. Il desiderio di ridurre le distanze si percepiva nell’aria e si trattava di un desiderio comune, così è bastato che Lou Rhodes pronunciasse poche parole per vedere il fiume rompere gli argini e straripare fino a sottopalco. “…wanna stay right here ‘til the end of time, ’till the earth stops turning… / …voglio restare proprio qui per l’eternità, finché la terra non smetterà di girare…”. In piedi il flusso sonoro poteva finalmente scorrere e lasciare che l’energia sprigionata viaggiasse in entrambi i sensi. La danza poteva compiersi.

E come dicono i Chk Chk Chk in Dancing is the Best Revenge, la danza è la migliore rivincita. E in men che non si dica sei parte del vortice e la febbre del sabato sera sale a livelli inverosimili. E proprio nella serata di sabato la danza arriva alla sua massima espressione grazie alla sana follia di Nic Offer, che si lancia e incendia la pista, catapultandosi dal palco sulla folla, a ricordare che sei in ballo e devi ballare e non importa come ti muovi, l’importante è farlo anche se non sei perfetto. (Nael Manuela Simonetti)

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