IL VIAGGIO DELL’EROINA #7


Natural Women – (Fotomontaggio di Nael Manuela Simonetti)

IL VIAGGIO DELL’EROINA – Inquadrare il rapporto tra donne e musica vuol dire imparare ad ascoltare anche i silenzi.
Il viaggio dell’Eroina vuole essere uno spazio d’incontro, dove figure femminili rivelano la loro complessa personalità attraverso la loro arte. Un mondo nascosto e prezioso che spesso ha dovuto superare prove e confronti col mondo maschile per riuscire a conquistare il proprio spazio. Il tempo da queste parti non scorre come siamo soliti pensare, tutto è sospeso, come in un sogno.

Rubrica a cura di Nael Manuela Simonetti

 

Due donne e una canzone che parla di rinascita

New York, 1967. Su richiesta di Jerry Wexler, Carole King accetta di scrivere una canzone che entrerà nella storia della musica ma prima di tutto nell’album Lady Soul di Aretha Franklin, che fu la prima ad interpretarla.
(You Make Me Feel Like) A Natural Woman, ovvero il punto di vista di una donna che riesce a rompere gli schemi di un’industria musicale perlopiù composta da uomini. Il brano prende forma e nel 1967 con la straordinaria voce di Aretha Franklin nasce la prima ‘natural woman’, una versione formidabile e travolgente, uno dei più grandi successi nella carriera della regina del soul, pubblicato come singolo per l’etichetta Atlantic.

È passato mezzo secolo da allora, ma nessuna ruga segna il volto della natural woman che negli anni ha saputo emozionare intere generazioni con un testo che parla di rinascita. L’amore che arriva quando meno te lo aspetti, quando tutto è così difficile che perdere il contatto con te stessa e la tua vera natura è altrettanto facile; d’altronde una volta toccato il fondo si può soltanto risalire. Onestamente mi piace pensare che ciò di cui parla Carole King non sia necessariamente l’amore di un uomo o di una donna che si affaccia nella vita della protagonista, ma piuttosto una presa di coscienza della stessa protagonista che trova la chiave della sua felicità nel cominciare ad amare se stessa.
A tal proposito voglio citare Herman Hesse che diceva: “Senza amore di sé neppure l’amore per gli altri è possibile. L’odio per se stessi è esattamente identico al flagrante egoismo e conduce alla fine al medesimo crudele isolamento, alla medesima disperazione”; niente di più vero.

When my soul was in the lost and found / Quando la mia anima era all’ufficio oggetti smarriti
You came along to claim it / Tu sei arrivato per riaverla indietro
I didn’t know just what was wrong with me / Non sapevo proprio cos’era sbagliato in me
Till your kiss helped me name it / Fino a che il tuo bacio mi ha aiutato a dargli un nome
Now I’m no longer doubtful, of what I’m living for / Ora non ho più dubbi sul motivo per cui vivo
And if I make you happy I don’t need to do more / E se ti faccio felice io non ho bisogno di nient’altro

Tante versioni di (You Make Me Feel Like) A Natural Woman sono nate dopo il 1967 ma solo due donne l’hanno resa grande. A distanza di pochi anni dall’esordio con Aretha Franklin, nel 1971 la Natural Woman si spoglia per vestirsi dei suoi elementi essenziali attraverso l’interpretazione della sua stessa autrice, una versione altrettanto emozionante che Carole King include all’interno del suo album capolavoro Tapestry, che ammetto di aver consumato. Cos’altro dirvi mie care Natural Women, se non augurarvi buon ascolto e buona rinascita! (Nael Manuela Simonetti)