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Keep Fighting – (Foto di Giovanni Marotta)


Angelo Mai: il dovere di resistere

di Ilaria Pantusa

LIVE REPORT – Il 18 maggio tanti artisti, da Manuel Agnelli a Gazzè e Silvestri, passando per Vinicio Marchioni e Francesco Di Bella, si sono riuniti per una grande serata di arte e musica in sostegno dell’Angelo Mai, che rischia un altro sgombero.

Prendi l’arte e mettila da parte. Roma sembra aver fatto di un proverbio, che racconta tanto del peggio della nostra mentalità, il proprio mantra. Ma chi vive Roma e chi la (ri-)anima non vuole proprio saperne di mettere l’arte da parte.
Così anche l’Angelo Mai, uno dei centri sociali e culturali più importanti della Capitale, da anni al centro di vicende che ne hanno messo a repentaglio l’esistenza. L’ultimo episodio lo scorso 4 maggio, quando la polizia municipale ha messo i sigilli al centro, su ordine del dipartimento Patrimonio del Campidoglio.

Sventato il rischio dello sgombero, all’Angelo Mai è stata concessa una sospensiva di venti giorni.
Da qui la chiamata agli artisti. In tanti hanno risposto e sul palco dell’Angelo Mai, il 18 maggio, si sono alternati Bandabardò, Vinicio Marchioni, Colapesce, Riccardo Sinigallia; Max Gazzè e Daniele Silvestri hanno dedicato Testardo alla Corte dei Conti. E ancora l’Orchestra di Piazza Vittorio, Danno dei Colle der Fomento, che si è presentato in una super formazione con Viterbini e Alessandro Pieravanti, mentre Dellera e Manuel Agnelli insieme hanno regalato brividi. Non si sono risparmiati neanche Diodato e Francesco Di Bella e di certo non lo ha fatto Rodrigo D’Erasmo, il cui violino ha duettato con quasi tutti.

Un fiume di persone ha goduto di una serata di musica, teatro e lotta, un fiume di note e parole è stato per una notte l’unica arma contro la polvere della desertificazione. L’Angelo Mai è un argine che vuole resistere ed esistere.