LESTER PIÙ #6

LESTER PIÙ – I Sensi si mischiano e si confondono, si assegnano ruoli inediti e subentri. L’udito che non ha mai visto, ci vede di più. Che si tratti di Letteratura, Cinema o Arti Figurative, abbiamo una patologia, che ci costringe nell’essere Umani curiosamente completi, che si muovono in ampi spazi culturali. Solo che, ogni volta che fronteggiamo un’opera d’arte, abbiamo una colonna sonora ad hoc che parte. Autonoma. Soprattutto a Roma. Tranquilli: contiamo anche di segnalarvi gli eventi che provocano grandi acuti della nostra disfunzione. Per sentirsi meno soli. Rubrica a cura di Marco Pacella e Angelo D’Elia

 

La Creazione del Re Inchiostro nel fumetto di Reinhard Kleist

Che quella di Nick Cave sia una vicenda umana e artistica talmente densa e profonda da poter essere narrata nei linguaggi più diversi è cosa nota. Lo dimostrano, fra gli altri, ben due documentari usciti nell’ultima manciata di anni: 20,000 Days on Earth del 2014, che ne dona una parabola “quotidiana”, ricostruendo le 24 ore di un’intera giornata del nostro, e One More Time with Feeling (2016), film documentario in cui la complicata elaborazione di un lutto – la perdita tragica e accidentale di un figlio ancora adolescente – passa attraverso il drammatico bianco e nero di una pellicola che restituisce tutta l’enorme complessità e il fascino della creazione artistica del Re Inchiostro.

Non stupisce allora che anche il linguaggio del fumetto possa ben adattarsi con versi, voci e immagini a fare luce su un altro tassello dell’universo chiamato Nick Cave. Ci ha pensato per l’occasione uno specialista delle biografie disegnate, il tedesco Reinhard Kleist, già al lavoro in passato su figure controverse e affascinanti come Johnny Cash e Fidel Castro. Nick Cave: Mercy On Me (Bao Publishing, 322 pp, 21 €), questo il titolo del voluminoso fumetto in cui Kleist ha condensato vicende, incontri e suggestioni narrative che rendono piena giustizia al fascino del cantautore australiano. Lui, King Ink, non può che trovarsi a suo agio fra le chine oscure delle tavole imbastite da Kleist. Perché ciò che ne viene fuori è un ritratto che, fra i brani biografici narrati a un ritmo sincopato scandito da viaggi, flashback ed elisioni, punta la lente sull’abilità creatrice che appartiene intrinsecamente all’artista.

Cave è Dio, sembra dire Reinhard Kleist – e noi con lui. È Dio non per una goffa o banale esaltazione da fan rimasto ancorato ai linguaggi assolutisti di un adolescente, ma per una precisa – quasi scientifica, se non fosse così folle – capacità di Creare Mondi. Da narratore di razza, ma narratore complicato ed evanescente, Nick Cave dà forma e sostanza da decenni nei suoi testi e nelle sue melodie a una schiera di personaggi bizzarri, vittime e carnefici, freak e donne angeliche, visionari o maledettamente concreti. E il fumetto qui ne sceglie i più iconografici e li mette in opera, li porta a dialogare col loro creatore “malvagio”, a cui non possono che chiedere conto della loro esistenza breve e intensa – non lunga più dei 5-7 minuti che può durare una canzone, eppure solo grazie a quest’ultima rimasti immortali. Solo un fumetto – non di certo un film, né tanto meno un documentario – poteva vestire Cave da astronauta, con tanto di tuta e casco a sfera, a rimandare sulla Terra la sua Love Letter alla donna amata senza sfiorare neanche per un istante il ridicolo. E poi, dicevamo, c’è l’inchiostro, tanto inchiostro, in queste tavole generosamente illustrate in cui anche lo sferragliare della metropolitana di Berlino può, nel volgere di una sola vignetta, diventare il suono distorto della chitarra di Mick Harvey a un passo dalla chiamata nei Bad Seeds di Blixa Bargeld.

“Can you feel my heart beat?”, si chiede Nick Cave nella splendida Higgs Boson Blues. E in questo libro quel battito pare sentirsi forte e chiaro. (Marco Pacella)


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