AMBIENT POP

Cigarettes After Sex

Un concerto a metà tra noia e suggestione

24 luglio 2017 – Ex Dogana | Viteculture Festival

LIVE REPORT – Un concerto è uno di quegli eventi su cui, volenti o nolenti, tutti noi ci creiamo delle aspettative, a meno che non sappiamo assolutamente nulla del gruppo che suona e allora tutto non può che essere una sorpresa, sia in negativo che in positivo.
Nonostante “volli, fortissimamente volli” non crearmi aspettative per il concerto dei Cigarettes After Sex, il gruppo americano ambient pop che lo scorso 24 luglio ha suonato all’Ex Dogana nell’ambito del Viteculture Festival, qualcosa in testa mi girava già, data la curiosità con cui avevo ascoltato l’album d’esordio del gruppo e il precedente ep. Il mio giudizio su questi due lavori non è mai stato esattamente positivo al 100%, ma ho riconosciuto loro da subito una certa capacità di creare atmosfere suggestive e avvolgenti, tanto da convincermi a tenermeli nelle mie playlist. Ed eccomi alla prova del nove: la sera del concerto.

Tutto si muove su due binari, quello della bellezza sognante e quello della noia, fin dagli opening act. Da una parte la giovanissima e talentuosa HÅN, cantautrice lombarda che costruisce le sue melodie intessendole di dream pop e venature melanconiche, dall’altra i Celebration, gruppo americano sulla scena dal 2004, che ha portato sul palco un’esibizione di cui ci si può serenamente dimenticare.

Quando sul palco salgono i Cigarettes After Sex c’è una parola che si impone alla mia mente: staticità. E allora penso che questa parola descriva alla perfezione la serata. I giochi di luce, che avrebbero potuto dilatare la potenza dell’atmosfera delle canzoni, sono inesistenti. Dietro la band c’è uno schermo, ma ci passano sempre le stesse immagini, quasi tutte sulle tonalità del viola. I membri del gruppo non si muovono, Greg Gonzalez, il leader, scambia poche battute col pubblico e accenna a qualche sorriso. Il pubblico fa un unico movimento, quando lo fa, ossia ondeggia passando il peso del corpo da un piede all’altro. Di certo la musica del gruppo non si presta al pogo, la volontà, è evidente, è quella di creare momenti evocativi e suggestivi, ma questo non riesce del tutto, perché non tutte le canzoni sono all’altezza delle loro intenzioni.

Però i pezzi forti ci sono, e allora è quasi un guizzo di gioia quello che sento quando vengono suonati brani come Nothing’s Gonna Hurt You, Baby, K. e Dreaming Of You ed un mezzo sorriso è quello che mi porto a casa. (Ilaria Pantusa)

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