ELECTRO / MINIMAL TECHNO

Moderat – (Foto di Nael Manuela Simonetti)

Un cumulo di emozioni che resteranno in circolo ancora un bel po’

14 luglio 2017 – Ex Dogana

LIVE REPORT – “Chi lo avrebbe mai detto che avrei ritrovato un pezzo di Berlino qui a Roma!”, esclama una ragazza tedesca dietro di me, mentre i Moderat, sulla scena della musica elettronica da ormai 15 anni, salgono sul palco dell’Ex Dogana. Immagini minimali scorrono sul megaschermo alle spalle del trio tedesco, le luci lo illuminano seguendo il ritmo della musica e cambiano ad ogni canzone, per uno spettacolo che coinvolge il senso della vista quanto quello dell’udito. Il viaggio è assicurato, e allora sì che ci si sente a Berlino, forse aiutati anche dall’atmosfera da archeologia industriale dell’area concerti dell’Ex Dogana, con lo sguardo verso il palco che non può non andare anche al cavalcavia della Tangenziale Est che si divide la scena tra aerei in volo e treni di passaggio.

Ma Berlino è soprattutto radicata dentro al suono dei Moderat, un suono perfetto, freddo al punto giusto, pulito, raffinato, a volte minimale e sempre potentissimo. I loro brani si susseguono quasi senza soluzione di continuità, sono pochi gli interventi di Sascha Ring tra un pezzo e l’altro, ma d’altronde non gli serve parlare troppo. Basta vederlo muoversi, suonare e cantare al centro del palco in mezzo ai due compagni di avventura, per andare in estasi. E il pubblico, che per questa serata è numerosissimo, si muove tutto insieme, come fosse un unico corpo. Non si può stare fermi durante un concerto simile. È difficile anche contenere l’entusiasmo e quando partono A New Error, Rusty Nails e Bad Kingdom è un delirio di grida incontrollate, di anime che ballano e cantano all’unisono.

La musica elettronica del trio berlinese contiene in sé un universo di stimoli che suscitano a loro volta sensazioni sinestetiche: è risaputo che questo è un genere musicale che permette veri e propri trip, ma finché non si assiste ad un live del genere non lo si capisce fino in fondo, così come non si può capire, se prima non ci si mette piede e orecchio, che la musica elettronica, quando è suonata in questa maniera, non fa rimpiangere epoche mai vissute dalla mia generazione, e qui parlo dei grandi eventi rock degli anni ’60 e ’70. Questo concerto mi ha rimesso in pace, per una sera, con il mio tempo, tanto da farmi affermare, con convinzione, che quasi quasi questi anni 2000 tanto male non sono, ché noi abbiamo pur sempre la musica elettronica e gruppi come i Moderat. (Ilaria Pantusa)

 

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