ORCHESTRA


Piccola Orchestra di Tor Pignattara – (Foto di Giovanni Marotta)

 

All’Angelo Mai di scena la Vita
03 marzo 2018 –  Angelo Mai

LIVE REPORT – A dir poco grandioso. All’Angelo Mai, di scena la Vita. Il progetto Piccola Orchestra di Tor Pignattara è entusiasmante a più livelli e la stratificazione di essi è una parabola ideale del vivere. Del buon vivere. Si lascia a fine concerto con una pienezza interiore commovente e tanto, tanto divertimento.
Il laboratorio a lungo termine ideato da Domenico Coduto, con il coordinamento socio-educativo di Daniele Cortese e la direzione artistica di Pino Pecorelli, ha letteralmente tirato a lucido gioielli provenienti da una precisa fascia d’eta, quella che va dai 16 ai 21 anni, esattamente quando si è diamanti grezzi con un destino che è tutto un azzardo.

Nico Casalini (flauto), Sebastian Covalciuc (chitarra acustica e cori), Mohamed Dia (laptop), Alessandro Di Francesco (chitarra elettrica), Simone Laici (clarinetto), Luca Libonati (batteria), Maurizio Lipoli (voce), Caterina Lopez Katigbak (chitarra), Ilaria Gunn Fordin (voce e violino), Simone Ndiaye (basso elettrico), Shady Osman (voce e djembe), Owolabi Oluwadamilola (voce), Jasper Pacher Sauro Tiranno (beatbox), Tutuji Tahiru Yusif (voce), Iacopo Arburo Teolis (tromba e flicorno), Marcello Tirelli (tastiere), Gea Di Ciaccio (voce), Nives Giovannetti (cori).

I 18 (!) ragazzi sul palco sono un esempio di ciò che possono dare gli adolescenti, di ciò che può produrre la pacifica convivenza e collaborazione di anime nate sotto stelle apparentemente lontane, di ciò che significa sperimentare il lavoro di squadra e imparare da esso, di ciò che frutta la dedizione. Già, perché, anche a dar voce al solo raziocinio musicale, l’esito non cambierebbe molto: la produzione musicale originale dell’Orchestra è di spessore, multietnica e giovane, le canzoni sono contagiose, sentite e suonate alla grande, con personalità e una coerenza di fondo strepitosa, se si considera il numero elevato di generi musicali incastrati. Rap, soul, jazz… e chi più ne ha più ne metta, con quel fascino da big band che rapisce.

I ragazzi nell’occasione hanno presentato qualche inedito, con la partecipazione straordinaria di Danno (Colle der Fomento) e Daniele Spanò che ha provato a raccontare il tutto attraverso le immagini. I genitori possono essere orgogliosi dei propri ragazzi, così come, più di quanto lo è al momento, dovrebbe esserlo la città tutta di Roma. A Promemoria, anche. (Pietro Doto)

La Piccola Orchestra di Tor Pignattara è un progetto musicale rivolto a minori stranieri ed italiani, alle cosiddette “seconde generazioni” (figli di immigrati nati e/o cresciuti in Italia), ai figli di coppie miste presenti sul nostro territorio, ai minori non accompagnati, con particolare attenzione agli utenti più deboli ed alle situazioni individuali e familiari di maggiore fragilità sociale.

Un progetto ambizioso, che coniuga aspetti sociali e qualità musicale, in un equilibrio dinamico e creativo; un luogo di incontro, di creazione, di scambio e di crescita. Il progetto è nato a Roma nel quartiere popolare di Tor Pignattara, di cui porta il nome, un simbolo di una città (e di un paese intero) che cambia, con tanta bellezza e molte contraddizioni, ma è aperto ai ragazzi di tutta la città.

La Piccola Orchestra di Tor Pignattara suona musica propria e cover provenienti da diverse parte del mondo e canta in tante lingue diverse; è concepita come un laboratorio ed è, per sua natura, in continua evoluzione. Al momento è costituita da ragazzi che hanno radici in diversi paesi nel mondo (Filippine, Egitto, Nigeria, Senegal, Romania, Ghana, Ecuador, Brasile, Francia, Australia e, naturalmente, Italia): 11 paesi diversi in un’unica grande orchestra internazionale.