ROCK / PSICHEDELIA


Spunk!

Echi e riverberi ipnotici

 

di Giovanni Maria Scimemi & Helenia Teri

RECENSIONE – Fairies Sprinkle Magic Dust è il primo disco solista, in più di trenta anni di onorata carriera, di Paolo ‘Spunk!’ Bertozzi, chitarrista, cantante, compositore romano, membro fondatore e leader dei Fasten Belt e dei 2Hurt, nonché componente di molte band underground degli anni ’80, tra le quali i Mind Waltz.

Il maturo rocker romano, con la sapienza e l’esperienza di chi è da tanto tempo del mestiere e che di buona musica ne ha ascoltata tanta e suonata altrettanta, ci propone una ricca mezz’ora di navigazione in solitaria (il disco è suonato in tutte le sue parti unicamente da Spunk!), solcando abissi musicali che rievocano ben più di cinquant’anni anni di musica rock, focalizzando la propria principale modalità espressiva e comunicativa sull’incisivo utilizzo dell’ipnosi psichedelica.

Una registrazione effettuata in un periodo difficile della vita dell’autore e dedicata all’amata madre scomparsa, così come si evince dalle sparute dichiarazioni rilasciate dallo stesso al momento della pubblicazione.
Sono pochissime le parti vocali presenti nell’incisione, poche frasi per canzone, spezzoni più recitati e sussurrati con una voce profonda e roca, piuttosto che cantati, parole che appartengono ad un testo unico, quasi a fare dell’intero album un solo frammentato brano, così come dichiarato dallo stesso Spunk!: “Il testo è una sola canzone diluita in sette brani che racconta l’amore infinito, senza limiti”.

L’intro è abilmente affidata a God Shaped Hole, un brano che, dall’atmosfera sognante sin dalle prime note, improvvisamente esplode nella distorsione assoluta, catapultando con violenza l’ascoltatore in un mondo noise arido e di disperazione che culmina nella successiva, cupa e ossessiva, Beautiful Destination.
Un reverse loop introduce Floating Through The Stars (forse il nostro preferito) che raggiungere l’apice, al minuto 1.50, con le sonorità di una chitarra elettrica con fuzz e wah che ricordano quelle di Randy California nel capolavoro di rock psichedelico Aren’t You Glad degli Spirit (The Family That Plays Together, album del 1968).

F.S.M.D. è una spruzzata di polvere magica fatata composta da un mix di sonorità folk, rock psichedelico anni ’60 e ’70, blues, chitarre elettriche, amplificatori saturi e feedback controllato, distorsioni sporche, chitarre acustiche, slide guitar, reverse loop, armoniche a bocca, sitar, tremolo e riverberi lontani, echi di quel buon rock che non ci si stancherebbe mai di ascoltare…
Un album che dal momento in cui è arrivato alle nostre orecchie è stato ascoltato in loop, dall’inizio alla fine ancora e ancora una volta di seguito dall’inizio, quasi a voler moltiplicare la mezz’ora della durata effettiva del disco e a prolungare il piacere musicale ipnotico di Spunk!.

Spunk! – Fairies Sprinkle Magic Dust
(Lostunes Records, 2018)