POP


Wrongonyou – (Foto di Giovanni Marotta)


Ogni volta, emozionarsi
In apertura Joan Thiele

di Nael Manuela Simonetti

LIVE REPORT – Il gigante buono ci racconta, chitarra alla mano, il suo album di debutto Rebirth. Marco Zitelli porta in scena la sua rinascita anche sul palco del Monk. Si mette a nudo e lo fa vestendo i panni che meglio lo caratterizzano, quelli di Wrongonyou. E nonostante il palco non sia a lui sconosciuto, quello che colpisce e impressiona è vederlo emozionarsi ogni volta (è il terzo concerto a cui assisto) come fosse la prima. Un orsacchiotto col viso di un bambino, la cui voce si libra forte e potente come volesse uscire da quella corazza che lo protegge.

Ha carisma Wrongonyou e con umiltà dimostra la sua bravura. Il picco lo tocca quando rimane da solo sul palco con la sua chitarra acustica e senza l’ausilio di un microfono canta la sua Sweet Marianne nel silenzio composto di una sala che ascolta rapita e senza fiato. I brividi scorrono lungo il corpo per la bellezza di quella che per me è stata la prova del nove. Tutto prima del Primo Maggio – che ha visto anche la sua partecipazione – quindi tutto più vero…