SYNTH POP / ELETTRONICA

Xiu Xiu

Xiu Xiu – (Foto di Nael Manuela Simonetti)

 

Tra romanticismo e rabbia

11 maggio 2017 – Monk (Circolo Arci)

LIVE REPORT – Immaginate di avere la possibilità di rendere indipendenti l’uno dall’altro i vostri occhi riuscendo comunque ad afferrare ciò che accade davanti a voi. Di due oggetti vicini in movimento riusciremmo a cogliere le singole sfumature e quelle espressioni impercettibili invisibili ad una visuale d’insieme. Alla stessa maniera, se provassimo ad isolare le esibizioni dei due Xiu Xiu sul palco del Monk avremmo, rivedendole su schermi separati, la sensazione di due unità a se stanti.

Da un lato Jamie Stewart e il suo aspetto da reduce della new wave, isterico, ubriaco e malinconicamente perso. Dall’altro Angela Seo e i suoi movimenti compassati e maniacali, quasi da film muto, con un sorriso di plastica inquietante stampato in volto a raccontare, anche nei momenti più accesi, la storia di un unico lungo solfeggio. Andando poi a concretizzare questi due elementi si capisce ben presto che le due sono una parte dell’altra, muovendosi più all’unisono di quanto possa sembrare, quasi a seguire un unico flow.

Il ritorno della band statunitense nell’ambito del tour promozionale di Forget, ultima loro fatica uscita a Febbraio, arriva qualche mese dopo la doppia data invernale di Milano e Torino. In quel caso ad andare in scena fu l’audace Plays the music of Twin Peaks. Se per Forget qualcuno ha addirittura azzardato parlando di svolta verso il pop, lo stesso non si può dire delle esibizioni live dove l’intensità dark-wave si mescola con l’aggressività del punk e con le mirabolanti trovate vocali e strumentali degne della migliore etichetta art-rock. Dopo quasi venti anni di carriera e tanti cambi di line-up, gli Xiu Xiu sono un monumento allo sperimentalismo, una macchina da live che sul palco si muove in uno stretto perimetro fatto di percussioni assurde (Crank Heart) urla al limite della sopportazione (Don Diasco), distorsioni stranianti (I broke up) e ballate laceranti (Fabulous Muscles, Petite). Il godimento per i (medio-esigui) presenti è massimo e amplificato dal mood b/w che cala tutti in una trance sibaritica.

Nell’industria musicale di oggi, pensare che una band simile abbia ancora terreno è talmente in controtendenza da sembrare quasi strano. Ma si sa, nessuno saprebbe rendere così efficace una stranezza come gli Xiu Xiu e nella voglia di reinventarsi sempre e comunque risiede tutta la loro bellezza.

In apertura la prova muscolare dei Kruscev, progetto del violinista Andrea Ruggiero che tra psichedelia, noise, acid rock e riverberi fuzz crea l’atmosfera giusta per ciò che ci sarà dopo. Con lui sul palco altri veterani dell’indie italiano come Luciano Turella e Giorgio Maria Condemi. (Stefano Capolongo)

 

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