indie folk

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Il cammino ininterrotto di Livia Ferri.
Il nuovo album della cantautrice romana è un viaggio lungo un anno. Hyperbole è la prima tappa.

“Caminante, no hay camino,/se hace camino al andar”. Parte da questi versi di Antonio Machado il nuovo album di Livia Ferri, A Path Made by Walking (BUM!, M.I.L.K., 2015), pubblicato a tre anni di distanza dal disco d’esordio, Taking Care.

Un filo unico, sottolineato dal disegno a tratto continuo di Martha Ter Horst che ne cura l’artwork, tiene insieme il concept dell’album. Rimarcando l’idea di un percorso a tappe, la cantautrice romana (classe 1986) sceglie di rivelare sul web il suo secondo lavoro traccia dopo traccia, nel corso dell’intero 2015. Partendo da gennaio, infatti, ogni brano è condiviso a distanza di 45 giorni dal precedente.

L’album si apre allora con Hyperbole, un brano acustico in cui Livia Ferri ricolloca al centro la sua chitarra, arpeggiata e ruvida, a rimettere in pista quel suono insieme dolce e deciso che caratterizza la sua impronta compositiva. Terrore e impotenza sono solo un punto di partenza per riprendere in mano un discorso interrotto. Dal dolore al flebile ma necessario tentativo di venirne fuori, Hyperbole disegna una linea ascendente che nel suo andare ostinatamente in avanti segna una traccia sul terreno battuto, ne puntella il cammino. Torna Machado, dunque, ma anche una nota immagine di Richard Long curiosamente simile nel titolo: A Line Made by Walking, datata 1967. Nel bianco e nero scarno di quella foto l’artista inglese incideva la traccia del suo passaggio nell’erba alta di un prato di campagna, un segno effimero catturato per quell’istante dello scatto e poco più. Qui il percorso, altrettanto momentaneo, annuncia invece un seguito, apre alla tappa ulteriore e nello stesso tempo ne definisce i parametri. Toccare il fondo per poi ripartire può essere un buon esercizio per svincolarsi da pregiudizi e falsi miti.

“There’s nothing that I can say / nothing I can promise”. Già, nessuna promessa, ma qualche seme concreto si intuisce in questo brano di apertura duplice: dell’album, ovvio, ma anche dell’io narrante verso se stesso e verso il mondo, magari solo fino al prossimo ostacolo, direbbe Machado.

(Marco Pacella)

   COVER_A_PATH_1040x1040TRACKLIST

  1. Hyperbole
  2. The Boss
  3. Dots
  4. Heritage
  5. Patterns
  6. Happy
  7. Gratitude
  8. Love
  9. Hound Dog
  10. A Good Day To Die

 

FORMAZIONE
Livia Ferri: Voce, Chitarra Acustica
Matteo Di Francesco: Batteria, Percussioni
Andrea D’Apolito: Chitarra Acustica Baritona, Tastiere, Piano
Alessandro De Berti: Basso, Chitarra Acustica

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