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Antonio Pascuzzo

20 Giugno – Lian Club
Un pastiche manouche di ritmo e impegno.

Dopo essere stato leader e animatore dell’orchestra Rossoantico, il cantautore di origine calabrese Antonio Pascuzzo ha da poco esordito come solista con l’album Pascouche (distribuito da Parco della Musica Records). Un nome esplicito che indica con ironia la direzione verso cui muove il compositore, richiamando quel jazz manouche (fuso qui con il cognome dell’autore) reso celebre nel mondo dall’indimenticata e inconfondibile chitarra di Django Reinhardt. Un titolo che mostra, inoltre, la vena genuinamente politico-sociale attraverso cui Pascuzzo – avvocato di professione ma sempre più coinvolto a tempo pieno nei suoi progetti musicali – impasta le liriche di questo nuovo progetto cantautorale.

I temi, sentiti e profondi, emergono con precisione dai brani che compongono la tracklist. Si va ad esempio dai No Tav, omaggiati nel singolo – pienamente manoucheAlta Felicità (accompagnato da un divertente video in stop motion), all’omofobia (Un bacio) o la violenza sulle donne (Lulù), fino al dramma quotidiano della morte dei migranti nel Mediterraneo (Le berte).

A confezionare i brani in studio, insieme a Pascuzzo, una nutrita schiera di musicisti di altissimo profilo, dalla chitarra reinhardtiana di Angelo Debarre al duo Francesco Forni e Ilaria Graziano, Solis String Quartet, Sinfonico Honolulu e così via, a testimoniare la ricchezza e la molteplicità di mani che hanno reso questo progetto un viaggio caleidoscopico di musiche e sonorità diverse.

Questo bagaglio multiforme, un vero e proprio “pastiche manouche” guidato da Antonio Pascuzzo, sarà sul palco del Lian, il suggestivo battello ormeggiato sul Lungotevere dei Mellini, sabato 20 giugno. Buona musica nella cornice giusta, non c’è che dire. (Marco Pacella)

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