Alternative Rock

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Le idee non mancano: una sana ambizione salva gli Artefici

Disco d’esordio pubblicato all’inizio dello scorso aprile, L’Ipocrisia del Babbano trae ispirazione direttamente dal mondo del mago più famoso degli ultimi anni, Harry Potter: il termine ‘babbano’, usato nella famosa saga per indicare la persona comune, quella cioè senza poteri magici, sta qui ad indicare la gente qualunque, il popolo, ovvero noi tutti. Si parla di tutto ciò che riguarda l’uomo e le sue contraddizioni, tra difficoltà sociali e relazionali, oltre che intime e più strettamente psicologiche.

L’album si compone di 10 tracce di alternative rock con testi in italiano. La scrittura cerca continuamente di avvicinarsi a livelli poetici di rock band ben più famose ma il tentativo non sempre riesce. Le fonti di ispirazione sono prontamente individuabili in gruppi come Marlene Kuntz, Verdena e Radiohead (solo per citarne qualcuno). Molti i riferimenti letterali, storici, mitologici e artistici (l’ultimo verso della titletrack richiama un famoso dipinto – “Come l’urlo di Munch straziato taccio”).

In questo quadro, anche il cantato cerca in tutti i modi di rendersi prezioso e teatrale ma, mentre per la parte musicale bisogna riconoscere che i ragazzi risultano compatti e con una certa dose di fantasia, per quel che riguarda l’efficacia dell’apporto vocale, bisogna rimandare ad una prova più matura. Il gruppo è ambizioso abbastanza da cercare di variegare il più possibile le composizioni, ma le costruzioni strumentali non emergeranno fintanto che anche le armonie vocali non saranno altrettanto duttili.

Main-Stream/Lo Fi, posta in apertura, riesce quasi a condensare tutto il disco e rimane la canzone più incisiva. Interessanti anche la stessa L’ipocrisia del Babbano e Fuori Dal Mio Territorio, dove tra l’altro si registrano i momenti più ‘discorsivi’ e quelli più melodici, in cui i ruoli sono più netti. Ma la sensazione di deja-vu che percorre l’ascolto del disco, lo rende melodicamente troppo omogeneo. Non si tratta di un’opera dalla ricezione facile, né si chiede di realizzarne una tale, non si tratta di cercare un compromesso, ma di capitalizzare al massimo il desiderio di mettere sullo stesso piano testi e musiche. (B.B.)

L’Ipocrisia del Babbano
(Autoprodotto, 2015)

Artefici L'Ipocrisia del BabbanoTRACKLIST

  1. Main-Stream/Lo Fi
  2. Mercurio Cromo
  3. Iride
  4. L’era degli Ologrammi
  5. L’ipocrisia del Babbano
  6. Fuori Dal Mio Territorio
  7. Obe: Il Mio Corpo che Dorme (Part. 1)
  8. Obe: Ossido (Part. 2)
  9. Link
  10. Sepoltura – jam in studio

 

FORMAZIONE

Alessio Facco: Voce
Davide Palmeri: Chitarra, Synth, Cori
Pierpaolo Pettrone: Basso
Luca Calabrò: Batteria

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