Folk

Damien Rice

Damien Rice

25 Luglio – Auditorium Parco della Musica
Il dolce abbraccio dell’angelo irlandese

Dalla sua prima volta a Roma nel lontano (musicalmente parlando) 2004, quando si esibì in un locale ormai chiuso da anni, l’Hours Club, di strada il giovane cantautore irlandese ne ha fatta. Probabilmente non dal punto di vista discografico, visto che in sedici anni di attività ha prodotto solo 3 dischi, ma di sicuro per quanto riguarda le sue apparizioni live e soprattutto per la scelta delle location dove esibirsi.

In pochi anni, infatti, ha fatto un bel passo in avanti arrivando ad esibirsi all’Auditorium Parco della Musica, di sicuro un luogo ideale per proporre la sua musica intimista, familiare e romantica. Dopo averne calcato gli assi del palco nel 2007 e nel 2012, Damien Rice torna ad affacciarsi nella splendida cornice della Cavea per il Luglio Suona Bene 2015.

Presenterà il suo ultimo lavoro in studio pubblicato sul finire del 2014, My Favourite Faded Fantasy, che tra i tre risulta essere forse il più scarico ed il meno ispirato, solo se paragonato però ai primi due splendidi album O e 9, con cui si è fatto conoscere ed apprezzare da pubblico e critica.

Artista schivo, lontano anni luce dai clichè tipici delle rockstar, Damien dimostra ogni volta di essere capace di tenere il pubblico sia accompagnato dalla sua band sia solo, armato semplicemente della chitarra e della sua voce sognante. Elemento, quest’ultimo, di fondamentale importanza per il suo percorso artistico, come lo fu per alcuni dei suoi più celebri predecessori, nonché fonti inesauribili d’ispirazione, come Tim e Jeff Buckley (con le dovute differenze, ovviamente).

Senza svelare troppo riguardo alla serata di sabato 25, si può affermare con certezza che sarà uno dei concerti più emozionanti di questo mese, considerando anche che il folk-singer è solito regalare al pubblico alcune canzoni ancora non pubblicate su disco. Memorizzate la data, dunque, perché saremo avvolti non soltanto dal caldo asfissiante di questi giorni, ma anche dalla dolcezza di un abbraccio irlandese. (F.DiG.)

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