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Iosonouncane. 

15 Maggio – Le Mura
Divisi dalla burrasca, evocati in sei tappe. I loro pensieri in una manciata di secondi.

Con un nuovo album – il secondo – intitolato DIE (Trovarobato, 2015) e uscito a fine marzo, il cantautore e polistrumentista sardo Jacopo Incani (1983), alias IOSONOUNCANE, prosegue il suo tour in giro per la penisola facendo tappa nella Capitale, a Le Mura, il prossimo 15 maggio. Bolognese d’adozione, Iosonouncane è ormai un autore affermato nel piccolo-grande mondo della scena alternativa nostrana e di motivi per spiegare questo successo ce ne sarebbero parecchi. Innanzitutto, lo stile compositivo, mai scontato nelle liriche, ancor meno negli arrangiamenti.

L’attesa è stata lunga, 5 anni di distanza dall’esordio non sono pochi e il rischio per un musicista è quello di far perdere le sue tracce nel flusso continuo delle produzioni più o meno riuscite che si affastellano nel tempo. Invece, eccolo proporre un album adulto, spiazzante e rischioso nel suo svincolarsi dalle linee guida del predecessore, il già riuscito La macarena su Roma (2010). Quello che allora era un ribollente lavoro di synth, loopstation e graffi di chitarra su cui si amalgamava un cantato acido che, passando da Battisti, esplodeva in picchi di rabbia e disillusione su un’Italia grigia, riesce con DIE a incanalarsi in una struttura più solida. Fra sintetizzatori e lunghe code psichedeliche, richiami cantautorali, flicorni e reminiscenze tradizionali sarde, l’album riesce a compattarsi in un uniforme discorso musicale fatto di sei tappe (e l’apporto di circa 15 persone, fra musicisti e semplici comparse) in cui il verbo più adatto al riguardo – meglio dei soliti narrare, costruire, spiegare – diventa un poetico ‘evocare’.

Così si apre l’efficace presentazione del disco: “Il giorno è alto sulle rive e un uomo in mezzo al mare teme di morire. Nello stesso istante una donna guarda dalla terra ferma gli ultimi scoppi di burrasca al largo vivendo il terrore di non rivederlo mai più. DIE è il racconto dei loro pensieri in una manciata di secondi”. (Marco Pacella)

Die
(Trovarobato, 2015)

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  1. Tanca
  2. Stormi
  3. Buio
  4. Carne
  5. Paesaggio
  6. Mandria

 

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