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17 Aprile – Be Bop
Un’esperienza appagante sia per gli adepti che per i profani del sacro verbo del Jazz

Il Be Bop Jazz Club gronda di appassionati. Appena metto piede nel locale, mi trovo di fronte un gioviale ed impomatato omaccione (sembra appena uscito da un film di Scorsese o da una puntata de I Soprano) che, tra un bicchiere e l’altro, dispensa pacche sulle spalle e parla con tutti. Jerry Weldon si presenta così e anche il senso della sua esibizione sta tutto qui, in una parola: coinvolgimento.

Vecchia volpe della scena jazz newyorkese, svezzato a pane, swing e boogie dal leggendario Lionel Hampton, Weldon ha lasciato il cuore pulsante della Grande Mela per portare un po’ del suo swing nella nostra amata Capitale. Ad accompagnarlo ci sono tre dei più quotati musicisti della scena italiana ed internazionale (saliti per primi sul palco per introdurre al mood della serata). Il quartetto propone un viaggio nella musica ‘a stelle e strisce’, trasfigurando i classici in materia viva e vibrante, dallo swing all’hard bop passando per le contaminazioni con la bossa nova e le ballate più confidenziali.

Il sassofonista americano dimostra di essere un improvvisatore sopraffino: lirico e meditativo sui registri alti e nei (pochi) momenti intimisti, estremamente sensuale e coinvolgente sui registri più bassi, esibisce uno stile maturato in anni ed anni di infinite jam sessions notturne nella sua New York City. Un performer magnetico che tuttavia non soffre di manie di protagonismo, lasciando ampio spazio agli altri membri della band per inanellare alcuni assolo di grande qualità. Daniele Cordisco (chitarra) ha un sound elegante ma non freddo, riesce sempre ad addomesticare la sua spaventosa tecnica in funzione del ritmo e del groove, le ‘caldissime’ bordate di hammond di Antonio Capasso aggiungono qualche sfumatura bluesy e il drumming di scuola napoletana di Elio Coppola sostiene il tutto con vertiginosi controtempi.

Con l’entusiasmo alle stelle, alcune leggiadre fanciulle si alzano dai tavoli per scatenarsi al ritmo infuocato dello swing. Jerry, con il suo sorriso sornione, sembra apprezzare. Noi con lui. (Angelo D’Elia)

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