RAP


Colle Der Fomento – (Foto di Daniele Peruzzi)

C’è un mondo che non ci piace, per fortuna i Colle Der Fomento sono qui

di Ilaria Pantusa

RECENSIONE – Un disco del Colle Der Fomento mancava da troppo tempo, undici anni per l’esattezza, e già ne erano passati cinque dal singolo Sergio Leone, una delle quattordici tracce di questo Adversus, un titolo significativo per un ritorno in grande stile.
Danno, Masito e Dj Baro incontrano Dj Craim, che musica, arrangia e produce quasi completamente questo racconto di una guerra che si svolge su tre fronti. Adversus infatti significa proprio ‘andare contro’, il che in questo caso si traduce nell’andare contro il mondo che né al Colle Der Fomento né a noi piace, andare contro quella parte di noi che ci è nemica e andare contro il tempo che passa. Ogni brano esprime questa necessità viscerale di manifestare il proprio modo di essere e di pensare, la volontà di tenere duro nonostante le difficoltà.

C’è tanta critica sociale e tanto amaro in bocca, ma non c’è nichilismo, perché dietro la copertina oscura – il cui progetto grafico è di Masito stesso – e al di là dei suoni quasi da battaglia, in cui le parole si incastonano, Adversus è un disco pieno di luce, pieno di amore, passione e vita.
Ogni verso è un’affermazione di sé che passa dal dichiarare chiaro e tondo che c’è qualcosa che non va, come quando Danno dice “Il mio paese è in lutto ma ancora/non lo sa e ci si abitua a tutto anche al brutto qua […] tanto sono gli altri/che sbagliano e mai noi stessi persi nell’impersonale” (Eppure sono qui). Ma quest’affermazione di sé passa anche per l’affermazione di ciò che si ama, in particolare la musica, che può essere la propria, fatta con passione e genuinità, senza cedere a regole scritte da altri, in cui si starebbe stretti, come per Danno: “Articolo vocaboli per rimanere in bilico sopra il reticolato allergico alle leggi del mercato/rido perché il sentimento è più che ricambiato/e sto precario con me non c’è lo stronzo che si atteggia ad /impresario sarà perché li schivo sarà per come vivo sarà /che non permetto de mette bocca su quello che scrivo” o anche per Masito: “Ho stile non certo i milioni un po’ che non ce tengo e un po’/che scaricate le canzoni e mitizzate sempre i più coglioni […] le parole so pugnali” (Nulla Virtus).

E c’è la musica degli altri, da Lucio Dalla a Paolo Conte, come nella bellissima Musica e fumo, ma non solo, perché sono presenti qua e là citazioni, da De Gregori come in Noodles (“Ho preso qualche treno qualche nave qualche sogno/qualche tempo fa…”) o De André in Penso diverso (“penso diverso ostinato e contrario resto avverso al tuo/pensiero perverso…”).
C’è anche l’amore per il grande cinema, con diversi omaggi a Sergio Leone, dal brano che porta il nome del grande regista italiano al già citato Noodles, il nome del protagonista interpretato da Robert De Niro in quello che per chi scrive è il Capolavoro del Maestro, C’era una volta in America. Come non citare Polvere, il bellissimo brano che vede la collaborazione di Roy Paci, la cui tromba accompagna un flusso di ricordi che diventa una riflessione contro il tempo, con la conclusione che la musica è l’unica arma possibile anche contro la morte.

Adversus mette tanta carne al fuoco e mette anche tanta, tantissima voglia di vedere al più presto un concerto del Colle Der Fomento, per sentire come suona dal vivo questo ritorno battagliero e genuino, di cui si sentiva la necessità.

Colle Der Fomento – “Adversus
(CDF/TAK Prod/Tuff Kong, 2018)

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