CANTAUTORATO

Affinità-divergenze tra passato e presente de La Malastrada (del conseguimento ‘di una certa età’)

di Stefano Capolongo

RECENSIONE – Se da Tra la macchina e il portone sono passati appena due anni, il gap che separa quell’album dall’ultima fatica de La Malastrada, Canzoni di una certa età, sembra molto più ampio. Non parliamo di metodo né di gusto quanto più di una mutata ed evoluta sensibilità sul piano testuale e compositivo.

La band capitanata da Andrea Caovini (con Luca Balsamo e le novità Giancarlo Andreacchio e Alberto Croce) batte ancora la bandiera del rock-blues, la cui vena folk non cessa di essere fedelmente presente, immortalando la realtà della generazione che si affaccia agli -anta con le relative problematiche, consapevolezze e gli inevitabili bilanci. La presa di distanza è, come afferma lo stesso Caovini, “dai musicisti nostri coetanei, che alla soglia dei 40 (qualcuno anche oltre) ancora parlano di università e primi baci”. La critica esplicita nei confronti di una scena italiana sempre più scollata dal paese reale e spesso priva di contenuti si unisce ad una chiara volontà di autoaffermazione che passa per il rifiuto delle logiche di mercato, per il disallineamento rispetto alla massa e per una chiara volontà politica di base.

Le intenzioni appaiono chiare e valide sin da subito e il lotto ne beneficia in termini di coerenza espressiva, sopperendo ad alcune mancanze in fatto di freschezza e immediatezza. Si parla dell’eterna lotta tra oppio dei popoli (la religione calcistica) e malessere sociale, dei problemi dell’età adulta (divorzi, amicizie finite, occupazione), delle distorsioni progressive dei sistemi di produzione dal basso (Crowdfunding) e, per estensione, di rivoluzioni sempre auspicate ma mai realizzate.

Se una ‘certa età’ è stata raggiunta è bene quindi rinnovare il vestito ma mantenendo fede agli stessi ideali e facendo tesoro di ogni esperienza passata. Temi vecchi ma sempre attuali che La Malastrada traduce in un linguaggio accessibile e potenzialmente fruibile da tutti: in un momento socio-politico come quello attuale c’è davvero bisogno di tali dimostrazioni di inclusività.

La Malastrada – “Canzoni di una certa età”
(Autoprodotto, 2018)

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