CANTAUTORATO


Levriero – (Foto di Rosario Curia)

Sulla strada

di Stefano Capolongo

RECENSIONE – Sembra ieri ma è passata una vita da quando ascoltavo album simili a quello di Levriero. Nel remoto 2012 un rinnovato Luca Cartolano (adesso Grumvalski) tirava fuori (per New Sonic Records), sotto il moniker Gli Angeli che si divertono, un album-scrigno sottovalutato e sottostimato, forse anche dallo stesso autore. Lì, arrangiamenti scarni, urgenza espressiva, attitudine lo-fi e disperazione gridata tratteggiavano un momento storico fortemente introspettivo per l’indie italiano.

In queste gioco di analogie (ripetibile con molti altre band coeve) sta, forse tutta, la proiezione di Levriero e del suo EP Casa in un tempo inutilmente passato, un tempo in cui l’inconcludenza sembrava un rassicurante ricovero in cui trascorrere un lungo letargo. Nel 2018, dopo lo tsunami indie-mainstream e in piena epoca di sorrisi di circostanza e feat meschini, l’idea che ci si sia perso qualcosa per strada comincia, lentamente, a serpeggiare. Passino Agnelli e Guenzi ad X-Factor, passi Gazzè che duetta con Carl Brave, ma la percezione che ricerca e creazione musicale abbiano perso il proprio baricentro è un evento conclamato.

C’è quindi bisogno di tornare ad essere riconoscibili, di tornare a dire qualcosa che faccia pensare, di tornare ad essere disperati o felici sul serio. Ed è esattamente quello che Levriero prova a fare, gettando il cuore oltre El Paso, cominciando a accendere i fari su di sé. Aperto seppur senza svelare segreti, parte dall’origine, quella uguale per tutti, casa. Intorno ad essa vorticano storie, eventi, persone che nascono e muoiono in una struttura circolare. Si parte da e si torna sotto lo stesso tetto.

Efficaci i testi (cantati da Calcutta – Profili su tutti – riempirebbero comunque il Francioni) ma calati in arrangiamenti classicheggianti finiscono per ammantare di vano passatismo un’idea fondamentalmente felice. Quindi, nonostante Casa risulti spesso derivativo e i suoi riferimenti manchino di un vero e proprio rinnovamento, è lo stesso Trotta a fornire la chiave per uscire dall’empasse: “Musica nuova mi fa sentire vecchio, la normalità imperfetto”. La strada c’è e parte proprio da casa.

Levriero – “Casa”
(Boa Studio Records, 2018)

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