WOODY GARDEN #3: Mariem Hassan e la voce di un popolo in lotta WOODY GARDEN #3: Mariem Hassan e la voce di un popolo in lotta

WOODY GARDEN #3

WOODY GARDEN – Rubrica d’Arte e Fumetti a cura di Marco Pacella

 

Musica, arte e politica nel fumetto di Gianluca Diana e Andromalis
La presentazione del libro giovedì 20 dicembre, dalle 19.00 – Zazie nel metró (via E. Giovenale, 16 – Pigneto)

RUBRICA – Quando un libro è ben curato, quando tutto si regge e crea un amalgama efficace di parole e immagini, si può ritrovare fra le sue pagine il valore profondo della Storia, quella con la S maiuscola, e la potenza narrativa delle tante più o meno nascoste storie minori.
È quanto accade, ad esempio, in Mariem Hassan: io sono saharaui, il bel fumetto biografico che Gianluca Diana e Andromalis hanno dedicato a una delle più importanti personalità della world music, pubblicato da Barta nel 2016 e che si avvia a terminare la seconda edizione.

Nel libro, infatti, la serrata scansione delle vicende biografiche e musicali di Mariem Hassan (1958-2015) – l’innamoramento per il canto, le tenaci scelte di vita, il lungo peregrinare di un’artista impegnata a portare i suoni della sua gente nei quattro angoli del globo – si intreccia e si rafforza nella necessaria ricostruzione della drammatica vicenda storica del popolo Saharaui, segnata dalla ferita aperta di una terra non concessa e di promesse non mantenute, mentre il presente è una vita stretta fra i campi profughi del Sahara Occidentale e quel “muro della vergogna” – lungo oltre 2.720 km – che il Marocco ha alzato “per separare i saharaui, la loro terra e la loro lotta”.

Mariem è una donna forte, indomita, e quello che per molti sarebbe solo un semplice canale espressivo, il canto, diventa per lei un impegno insieme artistico e politico, perché nelle sue melodie prende corpo un’intera esperienza culturale:
“… l’HAUL è la nostra musica, liberata dalle vecchie caste nel 1975: oggi appartiene a tutti! È il suono degli antichi strumenti che da bambina vedevo suonare ai musicisti mauritani di passaggio dalle nostre parti: il TEBAL e l’ARDIN. A cui poi abbiamo aggiunto i suoni delle chitarre elettriche e delle tastiere […]”.

Mariem Hassan: io sono saharaui prende la forma di ‘un graphic combat-rock novel’, come afferma (non senza ironia) lo stesso Gianluca Diana fra le pagine del fumetto. 

E le tavole di Andromalis accentuano il carattere composito del progetto, mescolando in un horror vacui di personaggi, voci, motivi decorativi, collage eterogenei, foto e mappe, un apparato visivo che dà forza alla voce del deserto, costringendo il lettore anche a girare fra le mani, addirittura a capovolgere, il libro durante la lettura.
Il dramma politico della lotta saharaui, però, può essere divulgato anche con una vena ironica: sono infatti un cammello e una capra del deserto a fare da improbabili ciceroni in questo viaggio fra i sud e i nord del Mondo. E nei loro profili sghembi, nella loro innocenza, è facile per il lettore immedesimarsi.

La presentazione del fumetto di Gianluca Diana e Andromalis sarà parte del programma del Saharaui teapot, una serata di incontri, musica e dibattito ospitata a Roma da Zazie nel metró (via Ettore Giovenale 16 – Pigneto) il prossimo giovedì 20 dicembre, a partire dalle 19.

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