Rock / Pop sperimentale

L’Ipotesi di Aspen

L’Ipotesi di Aspen

Lavoro eccelso che fa della somma delle minute parti la sua forza

Se siete stanchi di vivere nel mondo della piattezza, del superficiale, del ‘tutto e subito’, ponete attenzione. Se siete convinti che mediocrità e vacuità possano essere combattute con le armi dell’audacia e della riflessione, se per voi ‘una botta e via’ è un approccio non solo inconcepibile, ma anche offensivo, L’Ipotesi di Aspen ha per voi delle armi affilate per resistere all’assedio che questi tempi oscuri muovono al vostro modo di essere, alla vostra anima, portandovi (e portandoci) ad innalzare enormi bastioni solo per sopravvivere.

E’ questo il senso di Cronache da un assedio, ultimo lavoro de L’Ipotesi di Aspen, collettivo romano già attivo da diversi anni e che ha collaborato e diviso il palco con personalità del calibro di Gianni Maroccolo, Rodolfo Maltese, Marlene Kuntz e Diaframma.

Questo non è un disco immediato, ha bisogno di tempo e ripetuti ascolti affinché tutti gli elementi possano combinarsi in un affresco che, inizialmente, può sembrare disomogeneo e senza un preciso filo conduttore, ma che, una volta assimilato, emerge in tutta la sua potenza.

Le composizioni, infatti, sono sempre in bilico tra melodia e rumore, dolcezza ed asperità: trame elettroacustiche rarefatte e sognanti si alternano ad affondi elettrici ad alta intensità. C’è tutta l’urgenza e la potenza del miglior rock italiano anni ’90 (quello targato Marlene Kuntz e CSI, per intenderci), il tutto incastonato in strutture che ricordano da vicino il miglior progressive anni ’70 (ascoltare la progressione ‘crimsoniana’ di un monolite come Metropolica), ma dove, infine, a farla da padrone è uno spiccato senso per la melodia pop (una perla come La terapia dovrebbe essere in heavy rotation in una programmazione radio ‘illuminata’).

Discorso a parte, poi per le liriche di Marcello Ravesi, forti di un approccio poetico di rara forza evocativa. In tempi in cui siamo ormai abituati a farci sbattere tutto in faccia senza troppi fronzoli, in cui sciatteria linguistica e pochezza d’immaginario vengono spacciate per immediatezza ed urgenza, Ravesi lavora di fino: usa la metafora e l’allusione per trasfigurare e dare dignità alla banalità del quotidiano, ed è forse per questo che in molti non capiranno questo disco. Purtroppo. (Angelo D’Elia)

Ascolta il disco Cronache da un assedio

(Consorzio ZdB/Goodfellas, 2016)

  1. Iconoclasta
  2. Frenesie sul nero
  3. La terapia
  4. Orlo scuro
  5. Metropolica
  6. La brutta fortuna
  7. Melancolia
  8. Frammenti
  9. Tempintesta
  10. A tiro
  11. IV egloga (21/7/2011)
  12. Merli in bocca

Formazione:

Marcello Ravesi: Voce, Chitarra elettrica e acustica
Marco Pescetelli: Organo, Sintetizzatori, Voce
Dario Pimpolari: Basso
Gianpaolo Battaglia: Batteria