Giorgio Poi @Villa Ada (10/07/2019) | LESTER Giorgio Poi @Villa Ada (10/07/2019) | LESTER

POP / CANTAUTORATO


Giorgio Poi – (Foto di Giovanni Marotta)


Col senno di Poi

di Stefano Capolongo

LIVE REPORT “Now that I’m about to go away, Rome will look at me until I fade”. Rievocare dolcemente nella mente questo passaggio di Teeo dei Vadoinmessico subito dopo aver ascoltato Giorgio Poi a Villa Ada potrebbe sembrare un vezzo da nostalgico. Considerazione vera solo in parte se si pensa a quanto quell’esperienza sia stata importante nel suo percorso artistico e a quanta carica evocativa porti con sé un testo del genere, letto a distanza di quasi dieci anni. Se già allora l’idea di un corpo in continuo movimento si faceva strada è adesso comportamento ratificato e distintivo.

Smog è un album che necessita un ascolto live per essere apprezzato a pieno, specie se la band è finalmente composta da quattro elementi a briglia sciolta che riescono a far apprezzare gli elementi più nascosti, dai synth ai chorus. Vinavil, Non mi piace viaggiare, il piccolo capolavoro Stella ma anche Missili (sul palco anche Frah Quintale), Paracadute, Acqua minerale, Niente di strano compongono la trama di una serata che risponde esattamente alla logica del ‘disco fatto in casa’.

Poche parole, pochi fronzoli ed enorme rispetto per il proprio percorso artistico, arrivato al mastodontico bivio del secondo album. È qui che Giorgio Poi ha scelto di fare le cose a modo suo, di non bruciare le tappe ma di esplorare a piccoli passi la savana musicale moderna, quella che ti porta nel mainstream in uno schiocco di dita e alla stessa velocità ti molla come zavorra. L’immagine di un artista che sul palco non eccede, che non ama strafare, che non ha mire espansionistiche è la stessa di Giorgio che confessa la scarsa attitudine al viaggio e l’amore per il proprio spazio domestico.

Probabilmente, almeno in un futuro prossimo, non vedremo Giorgio Poi riempire arene e stadi ma continueremo a conoscere un artista in continua trasformazione, crescita e conoscenza di se stesso. Citando ancora Teeo: “I feel that day always getting closer, or am I growing faster than ever before?”.

 

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