Blues / Punk ‘n’ Roll

superdogparty

Fammi morire, presto, ma nel profondo blu

C’è chi dice che il tempismo è tutto nella vita; altri dicono che è fondamentale concedere al tempo il proprio tempo; noi diciamo che la brevità dalle nostre parti non è sintomo di fretta, ma di furia.
I Superdogparty hanno pubblicato qualche mese fa (fine Marzo) Blues Screen Of Death, 1 cambio di bassista, 1 EP, 4 pezzi: in un mese come quello di settembre, pacato e irrequieto per l’apertura della stagione dei liveclub alle porte, abbiamo deciso di premiare il lavoro del gruppo romano, di recuperare una chicca che far passare inosservata sarebbe stato un delitto.

I Superdogparty sono un gruppo che ha del fumettistico, con quegli evidenti richiami alle strisce americane dei ’50, in versione maliziosa, come da copertina e locandine che contrassegnano i loro concerti, ma che poi fa dannatamente sul serio. Il trio ha la capacità di riproporre quel momento magico in cui il blues ha sconfinato nel rock’n’roll, e però all’ennesima potenza e alla velocità della luce (superdog = superman?), è trascinante e ci mostra cosa sarebbe successo se gli Stooges fossero cresciuti a pane e Texas blues.

Il primo, precedente The Big Show (2012), più esteso – 7 pezzi -, è stata quella classica prova utile ad aprire le coordinate della propria proposta musicale, inclusiva di diverse atmosfere, sempre sulla linea di un blues a cavalcioni del cavallo del West. Il recente ‘Blues’ suona proprio come ideale prosecuzione ma è più definito e centrato e si avvicina al SUONO, all’impatto live della band, straripante tanto da porci nella condizione di affermare che dovessero riuscire a catturarlo su disco non li eleggeremmo ARTISTA DEL MESE, dedicheremmo loro un sito intero. L’EP ha anche il merito di una scaletta ben congeniata, di una gradualità perfetta nonostante la sua concisione. La versione in LP, poi, è un’altra chicca.

Per fare il definitivo salto ulteriore, ai Superdogparty manca solo il coraggio di osare un po’ di più, perchè le capacità e il gusto dei ragazzi non siano semplicemente in equilibrio con la matrice blues, seppur perfetto come pochi altri, seppur beato, fin quando, prevalendo il loro spirito, passeremo dal parlare di un blu dall’anima profonda ad un’anima di profondo blu. Lercio.(SEO)

 

Blues Screen Of Death
(Goodfellas, 2015)

album-superdogTRACKLIST

  1. The Dark Passenger
  2. Blues Screen Of Death
  3. Subject Dog Blues
  4. The One Who Knocks

 

FORMAZIONE

Alessandro Peana: Voce, Chitarra
Valerio Scialanca: Basso
Massimiliano Di Santo: Batteria

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