ROCK / HEAVY


Beesus

Underground solo per modo di dire

di Pietro Doto

RECENSIONE – In sede di live report (trovate tutto qui) abbiamo già detto qualcosa a proposito dei Beesus e del loro nuovo disco dal titolo che è già tutto un programma: Sgt. Beesus… and the Lonely Ass Gangbang. Qui andremo più a fondo.
Dopo il primo, lercio e sudicio esordio, The Rise of Beesus (recensione qui), pescato a piene mani dalle viscere, esaltante in maniera differente, più che giusto non ripetersi, anzi, dal punto di vista di chi scrive, meglio, perchè The Rise risulta un disco compiuto e soddisfacente sul suo versante metal – dal sapore sludge.

Stg. Beesus percorre apparentemente la stessa strada, di continuità, certo, si può parlare, ma qualcosa di nuovo c’è oltre la ‘saracinesca’ che si apre sul disco. Parliamo sempre di musica dai volumi superbi, ma il nuovo album, meno ‘fazzoso’ e più variegato nei suoni e nell’effettistica, rispetto all’esordio ha il pregio di rendere con nitidezza i valori della band. Asciugato il brodo primordiale, è rimasta la sostanza acida della loro proposta, non più colata a valanga sull’ascoltatore, ma inoculata chirurgicamente per donare piacere prolungato.

Il singolo El Dude letteralmente esplode nelle casse e Nuna y Frena, la vera perla del disco, ha un crescendo così fluido e devastante da non lasciare spazio ad equivoci su quanto appena detto. Ormai duttile e multiforme, la chitarra di Pucci dona alle composizioni un quid in più. Ancora servono orecchie sopraffine, ma solo se foste in stato fetale non riuscireste a scorgere le finezze sottotraccia che donano al disco una varietà lodevole e accattivante: oggi è possibile ammirare, in tutta la sua semicosciente (!) bellezza, l’intelligenza compositiva e l’acume tecnico di questi ragazzi.

Black Sabbath onnipresenti, sapori grunge e dissonanze di gusto, stoner a go-go e persino echi di Jane’s Addiction, in un calderone coerente che acuisce le aspettative per il futuro, il tutto in 7 pezzi per 40 min di musica (non contando intro e outro), che sembrano la misura giusta per godere di un percorso nella sua interezza – solo la conclusiva Beaux annoia un po’, ma i veri amanti del doom probabilmente direbbero il contrario.
Due note finali. Uno – l’album ha ricevuto una più che lusinghiera lode da una testata ben più quotata della nostra, Rumore, evidentemente le nostre orecchie non hanno nulla di sbagliato, diciamo così…
Due – Distribuzione: Nessuna. Questo ci fa incazzare.

N.B.: Intanto è cambiata la formazione: al basso Emiliano ‘Johnny’ Gianni ha sostituito Mutt poco prima delle registrazioni, alla fine delle stesse anche Touis ha lasciato la band venendo sostituito da Jacopo ‘Jaco’ Proietti alla voce. In evidenza sembra essere saldo e qualificante il timone di Francesco Pucci (chitarra) e Adriano Bartoccini (batteria). La band ha registrato il disco presso il proprio box\sala prove a Roma, con l’aiuto di Giacomo Serri ai comandi; il mastering è stato curato da Jeff Henson (DUEL) presso il Red Nova Ranch in Austin (TX), USA.

 

BeesusSgt. Beesus… and the Lonely Ass Gangbang (New Sonic Record, 2018)