Recensione


Joe Victor – (Foto di Valentino Bianchi)

Se guardi il folk, il folk guarderà te

Ascolta il disco Night Mistakes
(Bravo Dischi, 2017)

RECENSIONE – Il problema più comune di cui soffre l’indie italiano attuale è la totale assenza di coraggio sperimentale, di istinto musicale, dell’idea di sovvertire quello che c’era per farlo proprio. Tutto deve ricordarci qualcos’altro ed è un problema cui siamo legati anche noi che scriviamo.
Perché non riusciamo più ad ascoltare qualcosa per il solo gusto di farlo e scoprire come reagiremo all’ascolto? Tutto deve essere un revival, una scatola che contiene qualcosa di già sentito, pena il sentirci perduti. Siamo votati al gusto per la similitudine, al ridurre tutto al pensiero democratico del “deve essere per tutti”. No, non tutto deve essere per tutti e nessuno potrà mai pensare quello che pensiamo noi. Ci siamo talmente tanto disabituati a dire la nostra, a favore di un pensiero condiviso, che nessuno ha più un’idea che non sia già passata attraverso il colino del “nessuno mi può giudicare”.

Quando si scrive una canzone, bisogna dire la propria, lo si fa proprio per questo. Esprimere se stessi attraverso una forma d’arte. Allora perché non si fa altro che infarcire di citazioni tutto al solo scopo di farlo sembrare familiare? L’indie di adesso soffre di questa tremenda afflizione: il dover per forza accontentare tutti.

Night Mistake dei Joe Victor è un esempio di come le cose abbiano preso questa china, non per colpa dei musicisti, ma per colpa di chi fruisce della loro musica. Nessuno di noi sembra saper più ascoltare nulla, limitando all’ascolto via Youtube qualcosa che richiede (magari) anni per essere capita.
Viene spesso ripetuto che l’intento dei Joe Victor è quello di voler ricreare le atmosfere di una festa notturna, con la sua follia, il divertimento sfrenato da gustarsi fino alle prime luci del mattino, cosa che dal vivo, gli riesce come pochi gruppi in Italia. Purtroppo, ricreare la stessa atmosfera su disco non è decisamente compito facile, il risultato è troppo spesso artificioso e fin troppo ponderato.
Quindi esiste ancora la musica Folk? Probabilmente sì, anche se è costretta a citare se stessa per convincersi di esistere ancora. Se prendiamo ad esempio la seconda traccia, Superstar, dove l’intro, più che una citazione ai Bee Gees, ricorda Kiss Me dei Sixpence None The Richer, abbiamo esplicato bene tale concetto.

Un lavoro decisamente barocco, ma che si perde nella ridondanza di ghirigori sonori che mixano vari generi senza amalgamarli mai alla perfezione. La sensazione che rimane alla fine di Night Music, la terza traccia, è la stessa di quando incastri per sbaglio due pezzi di puzzle che credevi combaciassero. Questa canzone in particolare, dopo un inizio che somiglia ai Doobie Brothers, incalza verso un ritmo più deciso e riempito da cori che più che soul, sembrano quelli di un gruppo punk liceale.

Joe Victor è qualcosa che ispira sicuramente gioia e spensieratezza, i loro live sono oltremodo coinvolgenti e la loro verve è sicuramente molto più densa di quanto detto in Night Mistakes. Qui i nostri sono caduti nell’errore di porre troppa attenzione a ciò che avrebbero pensato gli ascoltatori, ricreando un sound a loro familiare. La vera svolta sarebbe stata piuttosto l’abbandonarsi alla gioia pura e immensa, al genio istintivo che Gabriele e Valerio sicuramente portano dentro. È stata data troppa importanza alla forma, al ponderato citazionismo commerciale a scapito della sostanza, della vera joie de vivre che arriva ad una festa in cui salti come un pazzo o ti abbandoni tra le braccia della prima che passa. (Simone Vinci)

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