Post-Rock / Elettronica

Molotoy

Molotoy

Bruciano ma non sono una meteora

Ascolta il disco The Most Intelligent Child
(Kibumi Records, 2016)

RECENSIONE – A tre anni di distanza dal disco d’esordio, l’interessante The Low Cost Experience, i romani Molotoy tornano con il secondo lavoro sulla lunga distanza. The Most Intelligent Child è un album che da una parte ricalca le strutture musicali del precedente, quella commistione di post-rock ed elettronica che loro stessi amano definire postronic, dall’altra punta ad un processo di crescita che si manifesta attraverso una maggiore consapevolezza dei propri mezzi.
Il risultato che ne scaturisce è un suono compatto e suggestivo che si sviluppa in undici tracce, per lo più strumentali, che tendono all’apocalittico e affondano le radici nel post-rock dei Mogwai e 65daysofstatic
ma che contemporaneamente strizzano l’occhio ai Daft Punk.

Appena iniziamo l’ascolto, veniamo accarezzati dalla dolcezza di Human Race, che mette in luce da subito l’intenzione dei musicisti: condurre l’ascoltatore attraverso un viaggio, inteso nell’accezione immaginifica, fatto di alti e bassi, struggenti esecuzioni al pianoforte, deflagrazioni ritmiche e tappeti sintetici. Si passa così, senza una vera e propria interruzione, ad un suono più spinto, prima di arrivare agli unici due brani cantati: all’intensità del suono di Float si unisce la delicata voce di Eeris (Eleonora Capurro) mentre The Niro si incontra perfettamente con le tinte scure di Disappear. Tra i brani più interessanti dell’intero lotto, nonché il più esteso, Ruches, impreziosita dal raffinato contributo al violino di Andrea Minichilli.

Un disco ricco di atmosfere scure le cui tracce, coperte da un alone di mistero ed incertezza, mantengono alto, fino alla fine, un opprimente senso di inquietudine. Un viaggio mentale le cui tappe sono segnate da emozioni contrastanti, coerenti con l’idea stessa del viaggio. Pur non proponendo nulla di innovativo, i Molotoy dimostrano di essere tra le band più interessanti sul piano nazionale: capaci di costruire delle interessanti trame sonore e tranquillamente in grado di tener testa a ben più conosciute formazioni internazionali. Da tenere d’occhio! (F.DiG.)

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