PSYCHEDELIC ROCK / STONER

Radio Moscow – (Foto di Nael Manuela Simonetti)

I Radio Moscow incendiano l’atmosfera del Monk

09 ottobre 2017 – Monk (Circolo Arci)

LIVE REPORT – Quest’anno sembra che l’estate non voglia lasciare Roma, e non parlo della leggerezza tipicamente estiva che pervade un po’ tutti, ma delle temperature roventi che non hanno dato tregua all’intera città. Nonostante i primi freddi della stagione autunnale che ormai ha preso il sopravvento, al Monk, lo scorso lunedì sera, questo freddo non si sentiva. A riportare alla mente i 40° di agosto ci hanno pensato gli statunitensi Radio Moscow e la loro musica a metà fra il rock psichedelico degli anni ’70 e lo stoner delle origini.

Se i finlandesi Kaleidobolt iniziano a scaldare l’atmosfera, nonostante il pubblico ancora esiguo, e danno il massimo, suonando per tre quarti d’ora pieni senza fermarsi mai, i Radio Moscow la incendiano. In poco meno di un’ora e mezza stravolgono il Monk e chi c’è dentro, tra brani più datati e canzoni tratte dal loro New Beginnings, ultima fatica del gruppo di Griggs.

Il pubblico non riempie il locale, ma considerando che il concerto cade di lunedì sera non ci si stupisce moltissimo. È comunque la musica a farla da padrona e a prendersi spazi e attenzioni. La chitarra di Griggs suona potentissima, mentre la sua voce sembra provenire da luoghi remoti, per quanto ‘distorta’. La batteria di Marrone è martellante, ma sa anche come rallentare il ritmo, rendendosi in più momenti assoluta protagonista con assoli davvero impressionanti. Il basso di Meier dà profondità ai brani che uno dopo l’altro vengono suonati, con pochissime pause riempite giusto da qualche “grazie” rivolto dal cantante al pubblico.

Quando l’esibizione finisce e i Radio Moscow lasciano il palco, sembra a tutti che sia durato tutto troppo poco, tant’è che fino alla fine, nonostante le luci si alzino e la tipica playlist di canzoni da fine concerto parta, c’è chi ancora grida alla band di uscire fuori, ma non c’è niente da fare, chi dà fuoco a qualcosa in genere non resta sulla scena del delitto a lungo. (Ilaria Pantusa)

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